Intelligence

Lotta alla corruzione e integrazione europea. Queste le armi della nuova strategia di Bruxelles che porta la firma del club di Londra, che ha nella Baronessa Catherine Ashton il massimo esponente. Un disegno politico si intreccia con quello economico, ma entrambi hanno come obiettivo finale quello di stabilire il controllo dei territori e delle risorse al di sopra dei governi nazionali e delle stesse strutture europee, mediante poteri trasversali ed orizzontali basati sul concetto della regionalizzazione. Uno schema questo, illustrato a più riprese dall'Osservatorio Italiano, che oggi trova conferma in comunicati ufficiali e comportamenti concludenti, che hanno superato le indiscrezioni giornalistiche.
Economia

Le società turche prendono ancora di mira i Balcani. Dopo l'appalto per la costruzione dell'autostrada Morine-Merdare, vinto dalla Bechtel-Enka, e la prerogativa sull'aeroporto di Pristina, alcune società turche hanno espresso interesse per la privatizzazione della più grande impresa pubblica del Kosovo, le Poste e Telecomunicazioni (PTK).
Politica

Con un parere ambiguo e attratto rivenduto alla stampa lobbistica come una sentenza, la Corte di Giustizia dell'Aja conferma ancora una volta di essere un tribunale creato con uno scopo ben preciso, ossia quello di essere un organo consultivo da politicizzare al momento opportuno. Dopo il Kosovo, una nuova discussione nasce intorno alla questione della Bosnia, visto che sia l'Unione Europea, sia l'Inghilterra sembra avere dei piani in riserbo per lei. Un possibile 'nuovo alleato della Srpska' potrebbe essere Israele, in quanto essa potrebbe incastonarsi alla perfezione nella nuova strategia israeliana nei Balcani, volta a sottrarre terreno alla sfera di influenza della Turchia, nonchè a creare un nuovo percorso delle risorse energetiche e così un nuovo tavolo di discussione tra gli Stati in cui affari e politica si confondono.
Politica

Anche se non ha riconosciuto l`indipendenza e neanche sembra predisposta a farlo presto, la Grecia si propone con un atteggiamento diverso verso il Kosovo, se confrontata agli altri cinque Paesi UE che ne bloccano il riconoscimento a Bruxelles. Così, questo fine settimana il Vice Ministro degli Esteri della Grecia, Dimitris Droutsas, visiterà Belgrado e Pristina per spiegare alle due parti che occorre sedersi ad un tavolo di trattative. Da quanto viene reso dal numero due della diplomazia greca, la Grecia farà da mediatore per le nuove negoziazioni tra il Kosovo e Serbia, mentre l`Unione Europea si affretterà per rilevare le competenze dell'ONU, per sostituire le Nazioni Unite nella mediazione delle controversie nella regione della sua gerenza. Tale iniziativa, su richiesta dal capo della diplomazia europea, Catherine Ashton, ha come fine quello di trasmettere ai due Paesi il messaggio UE di negoziare per trovare una soluzione attraverso il dialogo.
Politica

Le autorità del Kosovo hanno reso noto che la demarcazione del confine con il Montenegro si concluderà entro quest'anno, o al più tardi, all'inizio del 2011. I Ministri degli Interni kosovaro e montenegrino si sono incontrat lo scorso mese a Podgorica i per parlare di questi argomenti, subito prima della visita del Presidente serbo Boris Tadic a Podgorica. I Ministri dei due paesi, Brajovic e Rexhipi, hanno dichiarato che una temporanea soluzione sarebbe stata trovata anche per i pastori del Kosovo, che chiedono il diritto ad usare i loro pascoli in territorio montenegrino. Tali pascoli sono già abbastanza discussi: ancor prima che iniziassero i negoziati sulla demarcazione del confine, i rappresentanti del movimento "Vetevendosje" avvisarono che il Kosovo avrebbe perso almeno 6.600 ettari di terra. Nonostante tutto, il Ministro Rexhepi ha più volte dichiarato che con il Governo montenegrino non esiste alcun contenzioso sulla frontiera, anzi non vi sono pretese su neanche un metro di territorio da nessuna delle due parti. Intanto i tecnici degli Interni ritengono che i pascoli o piccole proprietà private non saranno d'ostacolo all'accordo di demarcazione di un confine.
Politica

Le prime reazioni alla pubblicazione del parere della Corte di Giustizia dell'Aja sull'indipendenza del Kosovo hanno evidenziato ancora di più come l'esito del processo fosse stato in qualche modo programmato, senza quindi destare grandi sorprese. Il responso dei giudici della CGI è stato deciso nel momento in cui la stessa Assemblea Generale dell'ONU ha accolto la richiesta della Serbia ad adire un organo giudiziario "consultivo" per antonomasia, e per natura ostile a Belgrado. Di questo la Serbia ne era cosciente, e comunque ha continuato su questa strada, consegnando letteralmente nelle mani dell'Aja una parte del suo territorio: poteva restare ferma e negare ogni tesi sul nuovo Stato del Kosovo, invece ha preferito accelerare gli eventi e lasciarsi giudicare da una istituzione che ha un ruolo di consultazione e non politico. Tutti sapevano che la decisione della Corte non avrebbe avuto alcun valore, ma comunque si è deciso di portare avanti questa finzione - e in questo anche Russia e Cina hanno una grande responsabilità - quasi a confermare il totale fallimento delle Nazioni Unite e il crollo degli Stati-nazione. Qualunque sia stata la posizione della Corte, ogni Stato che ha partecipato al processo aveva un motivo per perdere o allo stesso guadagnare qualcosa, che può essere la possibilità di ottenere il riconoscimento dell'indipendenza di territori controversi, o provare l'inefficacia del diritto internazionale per riscriverlo, od usare un parere giuridico che parli di 'autodeterminazione' dei popoli per cominciare a tracciare una nuova mappa delle divisioni delle regioni e dei continenti. Queste possibilità si verificano contestualmente, nella tesi secondo cui l'intera Comunità Internazionale sta lavorando ad un nuovo concetto di sicurezza ed una nuova struttura di ONU o NATO, ma anche nel nuovo piano strategico dell'Unione Europea per la regionalizzazione del territorio che circonda l'UE.
Politica

La Dichiarazione di Indipendenza del Kosovo non viola il diritto internazionale. Questa la decisione sostenuta da 10 dei 14 giudici della Corte internazionale di giustizia dell'Aja, e pronunciata dal Presidente della Corte, Hisashi Owada, affermando che "il diritto internazionale non prevede il divieto di tale dichiarazione". Il diritto di autodeterminazione o di secessione fa riferimento al diritto di separazione degli Stati, ma tale questione è al di là della portata di questa Corte, nominata dall'Assemblea Generale, ha detto Owada anticipando così la decisione della Corte. "Noi abbiamo avuto solo il compito di rispondere alla domanda se la dichiarazione ha violato il diritto internazionale o meno - ha detto il Presidente della Corte - non ci hanno chiesto se la dichiarazione è in conformità con il diritto nazionale, ma se è in conformità con il diritto internazionale".
Intelligence

I Ministri degli Esteri dei 27 stati membri dell'Unione Europea si riuniranno il 26 luglio con l'obiettivo di formulare una posizione comune sull'opinione della Corte Internazionale di Giustizia sulla dichiarazione unilaterale di indipendenza del Kosovo. L'obiettivo sembra essere molto ambizioso, anche perché ben cinque stati membri contestano più o meno apertamente l'indipendenza del Kosovo. I diplomatici di 22 paesi UE si impegneranno per la sovranità di Pristina, tutti sono d'accordo solo sulla decisione di suggerire alla Serbia di evitare "reazioni affrettate". Dopo la lettura del parere a L'Aja questo 22 luglio, Belgrado dovrebbe attendere le raccomandazioni dei singoli Paesi della UE che arriveranno quattro giorni dopo, il 26 luglio. Secondo un quotidiano di Belgrado, l'Unione Europea avrebbe offerto alla Serbia di scrivere insieme una risoluzione da presentare all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite dopo la decisione della Corte. L'offerta di Bruxelles è stata inviata a Belgrado questo venerdì, attraverso un alto ufficiale del governo serbo. L'approccio è tuttavia quello dell'ultimatum, sottolineando il carattere di "ultima offerta", e invitando la Serbia a rispondere "entro venerdì, prima della pronuncia della Corte".
Politica

La polizia speciale dell'EULEX ha realizzato ieri una perquisizione negli uffici delle Poste e Telecomunicazioni del Kosovo (PTK) a Pristina, mentre a Pec sono stati perquisiti gli uffici della Devolli Group, Dardafon e Z-Mobile. Gli inquirenti Eulex hanno messo sotto inchiesta la società più redditizia del paese per il sospetto di casi di corruzione tra il 2007 e il 2008, in relazione ai contratti con la compagnia Dardafon, ordinando così delle perquisizioni nell'ambito della competenza della Task Force Anti-Corruzione della Polizia kosovara. “La perquisizione è stata autorizzata in base al sospetto che l'operatore abbia acquisito la licenza illegalmente", ha dichiarato l'addetto stampa dell'Eulex, Blerim Krasniqi. Alcuni ufficiali della missione europea, però, hanno reso noto che oltre a tali perquisizioni, la polizia è entrata anche nelle abitazioni private dei proprietari delle aziende e degli impiegati della PTK.
Politica

Alla vigilia della pubblicazione del verdetto della Corte di Giustizia Internazionale sull'indipendenza del Kosovo, la Serbia continua a ribadire che una soluzione di compromesso per il Kosovo si può raggiungere grazie ed unicamente attraverso nuove negoziazioni. I media internazionali ffermano che la sentenza verrà proclamata il 22 luglio. Ufficialmente, seppure manchino a questa data pochi giorni, il Tribunale non ha reso noto ufficialmente alcuna data in cui verrà pronunciata la decisione.